Tra dieci anni il fotovoltaico costerà la metà: quali sono i fattori

Il tema del costo dell’energia rinnovabile oggi è molto diffuso sia per via della grande diffusione che i pannelli fotovoltaici stanno avendo (soprattutto in Italia) sia per il costo dell’energia elettrica tradizionale. Lo dice l’IRENA, l’agenzia internazionale per le energie rinnovabili in un loro recente studio. Secondo l’agenzia i costi potrebbero scendere fino al 59% per i sistemi fotovoltaici mentre fino al 26% per i sistemi eolici, seguendo così la linea già tracciata dei prezzi di qualche anno fa: infatti i sistemi di energia rinnovabile e pulita nell’arco di sette anni sono diventati più economici dell’ 80%, come, tra l’altro, tutti gli altri tipi di tecnologia moderna. Quindi l’obbiettivo di avere un’energia poco costosa è raggiungibile, ma serve una politica adeguata da parte dei governi, come una riduzione dei costi di transazione e una semplificazione delle procedure di approvazione.

Ma non è finita qui: nei prossimi 20 anni, afferma un report della Deutsche Bank, il mercato del fotovoltaico si moltiplicherà per 10 e se quattro anni fa i prezzi del fotovoltaico era in rapporto di 7:1 con quello del carbone ora il rapporto è solo di 2:1 e presto in mercati importanti come quello indiano potrà raggiungere 1:1 nell’arco di un anno o 18 mesi. DB sostiene poi nel suo report che in Italia, entro il 2020, prodursi da soli l’elettricità e immagazzinarla in batterie costerebbe un terzo rispetto ad acquistarla dalla rete di energia tradizionale (fonte QualEnergia).

QUALI SONO GLI ALTRI FATTORI CHE DETERMINANO UN ABBASSAMENTO DEI COSTI?

Tuttora il prezzo medio complessivo di un impianto fotovoltaico si aggira intorno ai 2000/3500 € (fonte Enerpoint), e dipende dalla tecnologia utilizzata e dalla grandezza dei pannelli installati; tuttavia la tecnologia fotovoltaica del futuro avrà un minore costo anche grazie alla nuova tecnologia  basata su un nuovo materiale di nome perovskite perowskite, secondo un recente studio della ricercatrice Annamaria Petrozza ed Henry Snaith. Grazie alla perovskite il rendimento sarà superiore di quello di oggi del 15%.Questo innovativo materiale inoltre necessita di una più facile lavorazione rispetto al silicio ed è avvantaggiata dall’abbondanza di materiali attivi.

CHE COS’È DI PRECISO LA PEROVSKITE?

peroLa perovskite prende il nome dal Ministro della Corte Imperiale Russa Perovskiy. Scoperta nel 1939, è un minerale di forma cubica e la sua composizione è un ossido doppio di calcio Ca e titanio Ti (CaTiO3). Tra le varie sue proprietà fisiche lo distinguiamo per la sua conduttività elettrica.

 

PERCHÈ È COSÌ IMPORTANTE?

celle-peroQuesto particolare minerale consente di far viaggiare la carica elettrica ricavata dalla luce catturata dal panello per una distanza superiore a un micrometro. Ciò consente una maggiore permanenza della carica elettrica e di conseguenza un maggior accumulo di energia. Dato però che in seppur piccola percentuale la perovskite in un pannello contiene piombo, materiale notoriamente tossico, si sta pensando di sostituirlo solo in parte al silicio sfruttando così l’abbassamento dei prezzi di quest’ultimo che si sta verificando, rendendo così il prezzo complessivo del sistema una cifra decisamente modica e aumentando comunque il rendimento rispetto ad un pannello tradizionale (fonte Fotovoltaico sul Web).

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