Come scegliere l’inverter?

L’inverter è un apparecchio che consente di convertire una corrente continua all’ingresso in una corrente alternata all’uscita.

Senza addentrarci in complicate definizioni tecniche, possiamo dire che gli inverter si suddividono in due categorie: a onda sinusoidale pura e a onda sinusoidale modificata.

Inverter a onda modificata

Gli inverter a onda modificata sono più economici e sono adatti ad alimentare PC, Notebook, televisori, radio, caricabatterie per cellulare, ed altri apparecchi elettrici. Non sono invece consigliati per elettrodomestici quali frigo, lavatrice, microonde, nè per luci al neon o carichi induttivi quali pompe. Il difetto che provocano in questi casi può andare dal ronzio dell’apparecchiatura dovuto alle armoniche della forma d’onda d’ingresso, fino al malfunzionamento dell’apparecchio.

Inverter a onda pura

Gli inverter a onda pura hanno un costo maggiore, ma riescono a simulare in modo preciso l’onda pura della normale tensione di rete, e quindi sono adatti ad alimentare qualsiasi apparecchio elettrico, entro la potenza dell’inverter stesso.

Inverter a onda pura o a onda modificata

Di quale potenza scegliere l’inverter?

La potenza dell’inverter si deve scegliere in base alla somma delle potenze delle utenze a 220V che vorremo alimentare contemporaneamente, e non in base alla potenza del pannello o alla capacità della batteria.

Esempio: se vogliamo alimentare contemporaneamente un televisore da 200W, tre lampadine da 20W e un trapano da 1500W, dovremo calcolare 200W + 60W + 1500W = la potenza minima da cui dovremo partire sarà 1760W.

Ma attenzione! Questi calcoli non bastano per trovare la potenza corretta per il nostro inverter.
L’inverter è un apparecchio elettronico, che non ha capacità infinita e soprattutto ha una certa vulnerabilità verso picchi anomali di tensione e corrente. Molti elettrodomestici hanno la cosiddetta “coppia di spunto” (ovvero l’energia richiesta per un istante al momento dell’accensione o al picco massimo di potenza) che è molto più alta del consumo dichiarato. Per esempio, una pompa dal consumo di 750W, durante lo spunto può raggiungere e superare 2000W. O ancora, durante l’utilizzo del trapano, nel momento in cui è maggiormente sotto sforzo, si può avere anche più del doppio del consumo nominale.
E’ per questo motivo che gli inverter presentano solitamente due dati di potenza: la potenza massima continua e il picco istantaneo. E’ comunque bene scegliere sempre un adeguato margine di sicurezza nella scelta dell’inverter, al fine di non farlo lavorare in condizioni limite e rischiarne un danneggiamento.

L’autoconsumo dell’inverter

Un fattore che viene spesso trascurato nella scelta dell’inverter è l’autoconsumo dello stesso. Gli inverter, in quanto apparecchi elettronici, hanno, logicamente, un loro consumo. Questo valore può essere talvolta trascurabile (per esempio un inverter da 300W può avere un autoconsumo di 7-8 W), ma è sempre meglio tenerne conto, soprattutto man mano che le potenze in gioco aumentano. Un inverter da 3000W con trasformatore può  avere un autoconsumo anche di 100W o più: se rimane acceso tutto il giorno avrà quindi un consumo giornaliero di 100W x 24h = 2400 Wattora al giorno = 2,4 kWattora al giorno. Questo vuol dire che, se stiamo alimentando il sistema con dei pannelli solari, ca. 1 kW dei pannelli installati (1kW di pannelli mediamente produce da 2 a 4 kWattora al giorno, secondo le stagioni) servirà solo ad alimentare l’inverter! Per questo è importantissimo non sottovalutare quest’aspetto e non sovradimensionare inutilmente l’inverter quando non ce n’è bisogno.

L'interno di un inverter con trasformatore toroidale: l'autoconsumo è più basso del 60/70% rispetto ai modelli classici con trasformatore lamellare

L’interno di un inverter con trasformatore toroidale: l’autoconsumo è più basso del 60/70% rispetto ai modelli classici con trasformatore lamellare

Un altro fattore importante da considerare, sotto quest’aspetto, è che non tutti gli inverter hanno lo stesso autoconsumo, a parità di potenza. Per questo si può trovare un inverter da 4000W con trasformatore che arriva a consumare ben 150W, mentre un 4000W del tipo “toroidale” che invece consuma solo 40W! Ancora una volta, è meglio informarsi e controllare bene questi dati prima di procedere all’acquisto.

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