Un anello tra Sole e Luna sposa la sostenibilità globale

Grande pubblicità sul web ha trovato la proposta avanzata, già nel 2010, della società giapponese Shimizu Corporation, General Contractor, secondo la quale, con l’ausilio di tecnologie avanzate ancora in fase di sviluppo, sarebbe possibile convogliare sulla terra, via wireless, l’energia pulita del Sole raccolta in pannelli fotovoltaici installati sull’anello equatoriale della Luna.

LUNA RING BIG

Il progetto prevede la realizzazione di un anello lunare, Lunar Ring, lungo 10.000 Km e largo fino a 400 Km, così come presentato sulla brochure Shimuzu diffusa in rete.
La produzione di energia dell’impianto è stimata in 13 mila Terawatt, sufficienti per coprire l’intero fabbisogno globale.

Nel progetto, microonde ed onde laser vengono raccolte da speciali impianti, costruiti direttamente sulla Luna, per essere trattate e trasmesse sulla terra sotto forma di energia DC, a corrente continua.
L’energia raccolta viene così incanalata via cavo, negli impianti-antenna di trasmissione dislocati sul suolo lunare, attraverso i quali l’energia viene trasferita sulla terra per essere immessa in griglia.

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L’idrogeno prodotto nella trasformazione dell’energia solare in energia elettrica, è convogliato in serbatoi di accumulo per essere utilizzato come carburante per le centrali d’impianto e per produrre acqua.
Come tutti i progetti anche questo progetto ha una sua Timeline: l’inizio del lavori di realizzazione dell’opera fantascientifica, una vera e propria autostrada solare, è fissato per il 2035.

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Dopo i fatti di Fukushima, il sogno giapponese può essere certamente condiviso se viene analizzato dal punto di vista dell’opportunità di convertire la Terra all’uso massivo di energia pulita finalizzato alla sopravvivenza del Pianeta.

In rete si trova traccia di altri progetti per lo sfruttamento dell’energia solare attraverso pannelli posizionati nello spazio. PG&E, per esempio, ha stretto un sodalizio con Solaren Corp per la produzione di satelliti permanenti, destinati alla raccolta spaziale dell’energia, che sarebbe inviata sulla Terra attraverso onde radio e che sarebbe dimensionato in 200 Megawatt di produzione a ciclo continuo.

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Oltre alla dimensione di sogno dallo stretto punto di vista tecnologico, l’aspetto comune che blocca la realizzazione di queste idee benemerite è sempre l’alto costo degli investimenti. Solar Ring richiederebbe più di 100 miliardi di dollari che sarebbero, nelle previsioni, esborsati dai governi, somma importante ma significativa se pensiamo all’ammontare complessivo mondiale degli investimenti già in atto.
Progetti simili cambierebbero certamente il modello di produzione e consumo dell’energia su scala globale: questa considerazione è già sufficiente per capire che sarà difficile vederne la realizzazione, almeno a breve, considerati gli interessi molteplici che gravano sul tema dell’energia a tutti i livelli.

In attesa dell’avanzamento della scienza, alla quale non intendiamo porre limite, e del recepimento della piena responsabilità sul tema ambientale dei nostri governanti, ognuno di noi, fin da subito, può contribuire al sogno attuando uno sforzo minimo e reale, concentrato sul risparmio delle risorse esauribili quali acqua, gas ed energia, ed utilizzando le tecnologie solari per la produzione di energia già in commercio.

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SONDAGGIO copy

http://www.ilportaledelsole.it

Fonti:
Sito Società Shimuzu

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2 risposte a “Un anello tra Sole e Luna sposa la sostenibilità globale

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